Il vino è un profumo, un sapore, un’arte che scorre nelle mie vene fin da quando ero bambino. Una vera e propria passione che è cresciuta giorno dopo giorno e che non poteva più essere relegata ai soli momenti di svago. Il mio lavoro in banca iniziava, infatti, a starmi sempre più stretto e non riusciva a soddisfare la mia curiosità, la mia energia, la mia voglia incontenibile di viaggiare e di sperimentare sempre nuove realtà.


1992 - Nasce Stefano

Mia Madre

La mia storia è fortemente legata al paese di Barbara, nel cuore delle Marche. Qui mio padre aveva un forno, nel quale lavorava anche mia madre, che però era prima di tutto insegnante elementare. I miei genitori sono stati il mio punto di riferimento, a loro devo la mia voglia di innovare, di guardare al futuro, ma partendo dalle mie origini, dalla mia terra. Ed è proprio a Barbara che sono tornato quando ho lasciato il mio posto in banca intorno al 1994 per inseguire il mio sogno.
1992 - Nasce Stefano

Mio Padre

Qui avevo imparato ad amare la mia terra, a conoscere e rispettare i suoi segreti, i suoi tempi, i suoi prodotti e qui sono cresciuto circondato da persone in grado di trasmettermi valori autentici e di emozionarmi con un sorriso. Così è partita la mia grande sfida sotto gli occhi un po’ curiosi e preoccupati di mio padre. Ma io avevo chiaro il mio obiettivo: produrre un vino che piacesse agli amanti del vino.

1992 - Nasce Stefano
Ancora oggi a chi mi chiede “qual è il tuo segreto?” io rispondo “fare il vino che piace prima di tutto a me, un vino da bevitore”. Chi mi conosce sa che i miei vini nascono davvero così. In molti mi hanno definito “un vignaiolo visionario ed eclettico, alla perenne ricerca della compiutezza stilistica”. Mi riconosco molto in queste parole perché, ieri come oggi, riassumono perfettamente la mia filosofia. E’ così che infatti mi sono approcciato al mondo del vino, lanciando la linea Pignocco, prodotta sia con uve bianche che rosse, con la quale ho sancito di fatto il mio passaggio da bancario a vignaiolo. Con il Pignocco, che ancora oggi rappresenta una fetta importante del nostro mercato, ho trasformato la cantina sociale di famiglia nell’attuale azienda vinicola Santa Barbara, e da qui sono poi partite tante nuove avventure e sperimentazioni vinicole delle quali vado molto orgoglioso.
Uno dei momenti che preferisco è quando ritorno da un viaggio o quando voglio trasformare un’idea in realtà e mi ritrovo intorno a un tavolo con il mio enologo di fiducia, Luigi Lorenzetti e il mio team, Renzo, Roberto e Daniele. Allora lascio che le mie sensazioni prendano forma e vengano plasmate dalle riflessioni e dagli studi di Luigi, senza dimenticare però anche un confronto con la mia famiglia, che mi ha accompagnato in questo percorso e che tuttora è parte fondamentale della mia forza. Non a caso ho dedicato a mia madre la grappa e il passito Lina, perché così è come la vedo io: una donna forte, ma che, con la sua dolcezza ha saputo guidarmi in molte mie scelte. Alla fine, comunque, sono sempre io a dire l’ultima sul vino! Se i miei viaggi sono sempre una fonte inesauribile di ispirazione, è poi la mia terra il vero ago della bilancia, perché tutto quello che vedo e sperimento fuori, deve trovare un perfetto equilibrio nel luogo dove il vino viene prodotto. Ecco perché ogni nuova vendemmia è un esame importante per la conoscenza delle nostre terre.
Il mio mondo è circondato di rituali, di attese, ma anche di creatività, energia, curiosità e di tanto coraggio. Eh sì, perché i nostri vini sono spesso il risultato di ricerche innovative e sperimentali… ma per avere successo bisogna creare sempre qualcosa in più degli altri! E io di idee ne ho ancora tante, perché per me il mio lavoro è prima di tutto passione e divertimento ed è per questo che mi ritengo una persona molto fortunata...